Sansui

Sansui AU-7500, un classico dell’Hi-Fi giapponese

Presentato nel 1972, il Sansui AU-7500 si inseriva nella prestigiosa gamma di amplificatori integrati del marchio giapponese Sansui, azienda che in quel periodo era considerata tra i principali riferimenti mondiali nel settore dell’alta fedeltà.

Con una potenza di circa 40 watt per canale su 8 ohm, l’AU-7500 era progettato per offrire prestazioni elevate in ambiente domestico, mantenendo un perfetto equilibrio tra potenza, controllo e musicalità. Ancora oggi viene considerato uno dei modelli più riusciti della produzione Sansui degli anni Settanta.

Uno degli aspetti che colpiscono immediatamente del Sansui AU-7500 è la qualità costruttiva. Il pannello frontale in alluminio spazzolato, le manopole tornite in metallo e la possente struttuta di metallo trasmettono una sensazione di robustezza e raffinatezza difficile da trovare nei prodotti moderni.

Il restauro del Sansui AU-7500

Una restauro completo permette di ripristinare il corretto funzionamento dei circuiti, restituendo al Sansui AU-7500 il carattere sonoro originale. Con il trascorrere del tempo, le tolleranze dei componenti possono variare sensibilmente, alterando la risposta in frequenza, la dinamica e la qualità del suono.

L’interno del Sansui AU-7500 prima del restauro

All’interno del Sansui AU-7500 troviamo una progettazione estremamente curata e un layout ordinato che facilita eventuali interventi di manutenzione o restauro.

Un altra vista dell’interno del Sansui AU-7500 prima del restauro

Il restauro inizia con la pulizia accurata di tutti i potenziometri, degli interruttori e dei commutatori. Per agevolare l’intervento vengono smontati sia il pannello frontale sia il contropannello, consentendo un accesso completo ai comandi.

Smontaggio del pannello frontale e contropannello del Sansui AU-7500

Particolare attenzione viene dedicata anche all’interruttore di accensione. In questo modello è integrato con il commutatore degli altoparlanti. Viene quindi smontato completamente e i suoi contatti vengono puliti con cura per garantire un funzionamento affidabile nel tempo.

L’interruttore di accensione smontato

I contatti dell’interruttore di accensione

Terminata questa prima fase, si passa allo stadio finale di potenza. Come al solito si inizia con una attenta revisione di tutti i componenti elettronici. Tutti i condensatori elettrolitici vengono sostituiti con componenti equivalenti di qualità superiore, utilizzando principalmente condensatori Panasonic.

Schema elettrico di un canale dello stadio finale

I due condensatori elettrolitici bipolari da 47 µF vengono sostituiti con due Nichicon Muse dello stesso valore, particolarmente indicati per applicazioni audio. Tutti gli altri componenti elettronici risultano ancora perfettamente efficienti e non richiedono alcuna sostituzione.

Lo stadio finale con i nuovi componenti

Anche lo stadio di preamplificazione e il circuito di controllo dei toni vengono completamente revisionati sostituendo tutti i condensatori elettrolitici. Il controllo di tono del Sansui AU-7500 utilizza tre bande di regolazione. Per la gamma media viene impiegata un’induttanza, soluzione piuttosto rara.

Lo stadio preamplificatore con le due induttanze dei toni medi inserite in un piccolo contenitore metallico

Dopo un’attenta verifica dei componenti si procede con il restauro della sezione di alimentazione stabilizzata sostituendo tutti i condensatori elettrolitici. Questo circuito fornisce una tensione di -36 V allo stadio di preamplificazione e controllo toni e una tensione di -44 V allo stadio phono.

Il circuito stampato dell’alimentazione stabilizzata con i nuovi componenti

Lo stadio phono così come il selettore degli ingressi sono racchiusi all’interno di uno schermo metallico che li protegge dalle interferenze elettromagnetiche.

Lo stadio phono e il selettore delle entrate racchiusi nei loro contenitori metallici

Il preamplificatore phono del Sansui AU-7500 è realizzato su una scheda estraibile e utilizza tre transistor per canale. L’alimentazione a -44 V garantisce un’ampia headroom, contribuendo alle ottime prestazioni dinamiche di questo circuito.

Schema elettrico di un canale dello stadio phono

Anche in questa sezione vengono sostituiti tutti i condensatori elettrolitici. I condensatori di ingresso e di uscita vengono invece rimpiazzati con condensatori a film Wima, noti per le loro eccellenti caratteristiche audio.

Lo stadio phono con i nuovi componenti

Il circuito di protezione impiega un relè a quattro contatti, con due contatti collegati in parallelo per ciascun canale, soluzione che riduce la resistenza di contatto e migliora l’affidabilità. Anche il relè viene smontato e i suoi contatti vengono accuratamente puliti.

Il relè del circuito di protezione aperto e i contatti puliti

Si procede quindi alla sostituzione dei condensatori elettrolitici presenti sulla scheda di protezione. Uno di questi, il condensatore C906 da 1 µF, risulta gravemente deteriorato, alla misura presenta una capacità di appena 81 pF, anziché di 1 µF.

Il circuito di protezione con i nuovi componenti

C906, che dovrebbe essere da 1 µF, misura solo pochi picofarad

Successivamente vengono sostituiti i quattro condensatori di livellamento dell’alimentazione. Sono montati esternamente su appositi supporti. I nuovi condensatori hanno lo stesso diametro degli originali e possono quindi essere installati riutilizzando i supporti originali.

I due condensatori principali, originariamente da 6800 µF, vengono sostituiti con due eccellenti Kemet da 15000 µF 63 V, aumentando sensibilmente la capacità di filtraggio dell’alimentazione.

Uno dei nuovi condensatori di livellamento da 15000µF a confronto con uno dei vecchi da 6800µF

Anche il condensatore da 2200 µF 63 V dedicato all’alimentazione del preamplificatore viene sostituito, in questo caso con un Nichicon da 4700 µF 100 V.

Primo piano dei nuovi condensatori di livellamento

Il condensatore da 1000 µF destinato all’alimentazione dello stadio phono, che alla misura presentava una capacità residua di appena 456 µF, viene sostituito con un Nichicon da 2200 µF 100 V.

Il condensatore da 1000µF misura solo 456µF

Direttamente sui terminali dei due condensatori Kemet da 15000 µF vengono inoltre installati due condensatori a film da 0,33 µF 400 V, insieme alle due resistenze di scarica da 4,7 kΩ.

I nuovi condensatori da 0,33µF e le nuove resistenze da 4700 ohm

Verifiche e regolazioni

Completato il restauro del Sansui AU-7500, si procede alla verifica del corretto funzionamento e alle regolazioni finali di offset e bias.

Vista interna del Sansui AU-7500 con i nuovi componenti

La regolazione della tensione di offset viene effettuata collegando un voltmetro ai morsetti degli altoparlanti e agendo sui trimmer VR801 e VR802 fino a ottenere una tensione il più possibile prossima a 0 V.

Per quanto riguarda la corrente di bias, il manuale di servizio prevede la rimozione dei fusibili F002 e F003 (che sono saldati sulla scheda), l’inserimento di un milliamperometro al loro posto e la regolazione dei trimmer VR803 e VR804 fino a ottenere una corrente compresa tra 28 e 32 mA.

Questo metodo misura però la corrente di riposo assorbita dall’intero stadio finale e non esclusivamente quella che attraversa i transistor di potenza. Ho perciò preferito effettuare la regolazione misurando direttamente la caduta di tensione su una delle resistenze di emettitore da 0,47 Ω. Ho impostato una tensione di 10 mV, corrispondente a una corrente di circa 21 mA, ottenendo una regolazione più diretta e precisa della corrente di riposo dei transistor finali.

Il pannello posteriore

Il pannello posteriore del Sansui AU-7500 è estremamente completo e riflette la filosofia costruttiva degli amplificatori di alta gamma dei primi anni Settanta. Sono presenti due ingressi phono, il secondo dispone di un selettore che permette di scegliere l’impedenza di ingresso tra 30 kΩ, 50 kΩ e 100 kΩ, consentendo un migliore adattamento a diverse testine magnetiche.

Il pannello posteriore del Sansui AU-7500

Non mancano due ingressi microfono, uno per ciascun canale, oltre ai classici ingressi tuner, aux e a due connessioni tape. È inoltre disponibile la separazione tra stadio di preamplificazione e finale di potenza (Pre Out / Main In).

I morsetti per i diffusori accettano cavo spellato, come era consuetudine negli anni Settanta, e consentono il collegamento di due coppie di altoparlanti selezionabili dal pannello frontale.

Sansui AU-7500: le misure

La potenza di uscita rilevata è stata di 46+46Wrms su 8Ω e 61+61Wrms su 4Ω. La distorsione armonica totale a 30Wrms su 8Ω e 1Khz è stata dello 0,014%. La risposta in frequenza va da 10 a 48Khz -1dB. La sensibilità degli ingressi è stata di 104mV per gli ingressi tuner, aux e tape e di 3,2mV per gli ingressi phono.

Grafico della Distorsione armonica totale a 30W 1Khz

Linearità della risposta in frequenza da 2 a 20Khz

Linearità della risposta in frequenza dello stadio phono da 2 a 20Khz

Escursione dei controlli di tono

Conclusioni

Al termine del restauro il Sansui AU-7500 torna a esprimere tutte le qualità che hanno contribuito alla reputazione di questo amplificatore.
La prova d’ascolto conferma le ottime impressioni emerse durante le misure strumentali. Il Sansui AU-7500 offre una riproduzione dal timbro caldo e naturale, con una gamma media ricca e dettagliata che valorizza in particolare le voci e gli strumenti acustici. Le basse frequenze sono profonde e ben controllate, mentre la gamma alta risulta estesa e piacevolmente morbida, senza mai diventare aggressiva.

Il Sansui AU-7500 durante le sessioni di ascolto

 

Circa l'autore

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Fabrizio Rodilossi

Appassionato di musica e di elettronica, nei primi anni 80 sono assunto come responsabile tecnico alla Bose Italia, successivamente apro un laboratorio di progetti e riparazioni di apparecchiature audio, quindi, parallelamente, insieme a due amici, rilevo un famoso negozio HIFI di Roma. Oggi, che non vivo più a Roma ma a Barcellona, continuo con passione a restaurare amplificatori hi-fi “vintage".