Sansui

Sansui AU-517, equilibrio perfetto tra tecnica e musicalità

Il Sansui AU-517, presentato nel 1978 insieme al fratello maggiore AU-717, segna uno dei momenti più alti nella storia di Sansui. In quegli anni, il marchio giapponese era sinonimo di qualità assoluta: costruzioni solide, componenti selezionati e un suono caldo e potente che ancora oggi fa innamorare gli appassionati.

Il Sansui AU-517 così come il Sansui AU-717, erano amplificatori completamente dual mono, progettati con grande cura, pensati per offrire la massima separazione dei canali e una resa sonora equilibrata e naturale.

Con i successivi modelli AU-719 e AU-919 presentati nel 1979, si iniziano tuttavia a percepire i primi segnali della crisi economica che colpì l’azienda. La necessità di contenere i costi portò a una riduzione della qualità dei componenti, nonostante gli sforzi per compensare con soluzioni circuitali più evolute.

Sansui AU-517

A sinistra una manopola del Sansui AU-919 con l’interno in plastica, a destra quella del Sansui AU-517 in alluminio pieno

L’AU-719 e l’AU-919 adottarono infatti una circuitazione accoppiata in continua in tutti gli stadi, che migliorava le prestazioni teoriche ma, col passare degli anni, ha reso questi apparecchi più sensibili a squilibri interni. Oggi, l’invecchiamento naturale dei componenti elettronici causa spesso in questi modelli l’attivazione del circuito di protezione, sintomo del delicato equilibrio tra i vari stadi.

Il Sansui AU-517 e sotto un Sansui AU-919

Le caratteristiche del Sansui AU-517

Il cuore dell’AU-517 è il suo stadio finale accoppiato in continua, lo stesso impiegato nel modello superiore AU-717. Il Sansui AU-517 ha una potenza di uscita leggermente inferiore dovuta a una tensione di alimentazione un poco più bassa (+/-49V contro +/-52V del Sansui AU-717).

Schema elettrico dello stadio finale del Sansui AU-517

Lo stadio phono, realizzato con ben otto transistor, è anch’esso identico a quello del fratello maggiore e rappresenta uno dei punti di forza del Sansui AU-517. Garantisce una linearità sorprendente e una qualità sonora di altissimo livello in grado di valorizzare al meglio ogni testina.

Schema elettrico dello stadio phono

Lo stadio dei toni, di tipo passivo, può essere disinserito, però a differenza dell’AU-717 non consente di selezionare la frequenza di intervento. Durante i test con il selettore dei toni attivato ma con le manopole in posizione centrale la risposta in frequenza invece di essere lineare mostrava una “gobba” sia alle basse (+2dB a 20 Hz) che alle alte frequenze (+0,5dB a 5Khz).

Sansui AU-517

Risposta in frequenza 2-20Khz con i controlli di tono in posizione centrale

Un rapido controllo allo schema elettrico confermava che effettivamente la esaltazione alle frequenze basse e alte non è un difetto ma è realizzato appositamente. Infatti se guardiamo lo schema elettrico dello stadio dei toni scopriremo che i responsabili di questo andamento alquanto peculiare sono R09 e R05 per il canale sinistro e R10 e R06 per il destro.

Schema elettrico del canale sinistro dello stadio dei toni con evidenziate le resistenze R09 e R05

Decido quindi di toglierle in maniera di linearizzare la risposta in frequenza anche con il controllo dei toni inserito.

Risposta in frequenza del canale sinistro con i toni attivati e i controlli in posizione centrale senza R09 e R05

Il restauro

Il Sansui AU-517 si distingue per una costruzione davvero impeccabile. Ogni sezione è racchiusa in schermature metalliche che non solo ne evidenziano la cura progettuale, ma che garantiscono anche un’efficace schermatura dalle interferenze elettromagnetiche.

L’interno del Sansui AU-517 prima del restauro

Il primo intervento riguarda la sezione di potenza. Le due schede, fissate ai rispettivi radiatori, possono essere rimosse con estrema semplicità. La presenza di connettori estraibili consente una disconnessione rapida e sicura dei collegamenti elettrici.

Vista dell’interno del Sansui AU-517 con una scheda dello stadio finale rimossa

Una volta smontata la scheda iniziamo a verificare i vari componenti, come sempre verranno sostituiti tutti i condensatori elettrolitici con gli ottimi condensatori Panasonic FC. Vengono sostituiti anche i tre trimmer perchè non in buone condizioni. Due servono per la regolazione dell’offset e uno per quella del bias.

Una delle due schede degli stadi di potenza prima della sostituzione dei componenti

Sansui AU-517

Una delle due schede dello stadio finale con i nuovi componenti installati

Il prossimo passo è smontare la scheda del circuito di alimentazione e protezione. Qui la situazione è completamente differente, smontare questa scheda è abbastanza complicato ed è necessario dissaldare numerosi cavi.

Iniziando a dissaldare i vari cavi dalla scheda di alimentazione e protezione

La scheda finalmente estratta dalla sua sede

Iniziamo le verifiche dei vari componenti, il relais viene smontato e provato, dato che è in condizioni ottime viene pulito e rimontato. I 4 fusibili vengono sostituiti e i loro supporti puliti.

Il relais del circuito di protezione viene smontato e provato

Sono quindi sostituiti tutti i condensatori elettrolitici con condensatori Panasonic FM e FC. I due condensatori bipolarizzati del circuito di protezione sono sostituiti da una coppia di Nichicon Muse.

Uno dei condensatori da 47µF sostituiti ha perso le sue caratteristiche originali e ora misura 58µF

Sansui AU-517

La scheda della sezione di alimentazione e protezione con i nuovi componenti installati

La scheda phono del Sansui AU-517 è posizionata sul lato destro dell’apparecchio, insieme al selettore degli ingressi e al commutatore tape copy. Per poter accedere ai componenti è necessario rimuovere le aste di comando che azionano i selettori frontali. Anche in questa sezione si evidenzia l’elevata qualità costruttiva tipica di Sansui. Successivamente i due selettori verrano smontati e puliti accuratamente.

L’asta di comando del selettore delle entrate

Durante una accurata revisione dei componenti dello stadio phono, si è riscontrato che le resistenze di emettitore dei transistor di uscita (R47 e R49 per il canale sinistro, R48 e R50 per il destro) risultavano danneggiate. Ciascuna avrebbe dovuto presentare un valore nominale di 82 Ω, ma le misurazioni hanno evidenziato valori anomali compresi tra 658 Ω e 1250 Ω.

Una delle resistenze di emettitore dello stadio phono misura 658 ohm invece che 82

Tutte le resistenze difettose sono perciò sostituite con resistenze a film metallico da 82 Ω e tolleranza all’1%. Successivamente vengono sostituiti tutti i condensatori elettrolitici, anche qui principalmente con condensatori Panasonic della serie FC. I due condensatori di ingresso da 1 µF sono invece sostituiti con condensatori non polarizzati Wima.

In uscita, ciascun canale dello stadio phono presenta due condensatori elettrolitici da 10 µF collegati in serie e bypassati da un condensatore non polarizzato da 0,047 µF. Si è deciso di mantenere questa configurazione originale sostituendo gli elettrolitici con condensatori Panasonic specifici per uso audio dello stesso valore.

Sansui AU-517

La scheda degli ingressi e dello stadio phono con i nuovi componenti

È ora la volta dello stadio di preamplificazione e toni. Come abbiamo visto in precedenza è stato necessario eliminare le 4 resistenze che non permettavano avere una risposta lineare con i toni attivati.

Il passo successivo è la pulizia dei commutatori e la sostituzione dei condensatori elettrolitici. Anche qui sono utilizzati gli ottimi Panasonic FC, mentre i due condensatori di disaccoppiamento da 10µF, così come abbiamo visto nello stadio phono, sono sostituiti da due elettrolitici Panasonic specifici per uso audio.

Lo stadio di preamplificazione e toni con i nuovi condensatori

La sezione di alimentazione dello stadio finale è realizzata con 4 elettrolitici da 12000µF, due per ogni canale. Ogni condensatore è bypassato da un condensatore non polarizzato da 1µF.

Interno del Sansui AU-517 visto dalla parte inferiore, sono visibili i 4 condensatori con i relativi condensatori di bypass

I condensatori di livellamento originali sono quindi sostituiti da quattro nuovi elettrolitici Kemet da 15.000 µF / 63 V, di qualità superiore e con una capacità quindi maggiore. Il diametro identico a quello dei componenti originali consente di riutilizzare perfettamente i supporti esistenti. I vecchi condensatori di bypass sono sostituiti da condensatori non polarizzati della Wima sempre da 1µF.

A sinistra uno dei vecchi condensatori di livellamento, a destra uno dei nuovi Kemet

I nuovi Kemet dal lato saldature con i nuovi condensatori di bypass da 1µF della Wima

Pulizia e revisione delle connessioni posteriori

Sul pannello posteriore sono presenti le connessioni che permettono di utilizzare separatamente il preamplificatore e lo stadio finale. Il collegamento tra i due stadi è gestito da un microinterruttore, una soluzione adottata in numerosi amplificatori dell’epoca.
Con il tempo, però, questi interruttori tendono a manifestare problemi di ossidazione e falsi contatti, è quindi necessario rimuovere l’interruttore e pulirne accuratamente i contatti.

Le schede degli ingressi e del pre-power amp per il fissaggio utilizzano clip di plastica

Come si può vedere dalla foto precedente, le schede degli ingressi e quella della separazione tra pre e finale sono fissate tramite clip in plastica. All’interno le clip sono ulteriormente bloccate con un adesivo. Per rimuoverle senza danneggiare il pannello, è sufficiente scaldare leggermente la zona in cui si trova il collante e, con l’aiuto di un cacciavite, spingere la clip verso l’esterno.

Per togliere le clips è sufficiente scaldare la zona dove si trova il collante e premere con un cacciavite

Una volta rimosse le due schede, è possibile procedere con la pulizia dei connettori RCA e lo smontaggio del commutatore presente sulla scheda che gestisce la separazione tra preamplificatore e finale di potenza.

Il commutatore della separazione pre-finale dissaldato e smontato

Come prevedibile, i contatti risultano completamente ossidati, e un normale spray per la pulizia dei contatti non sarebbe sufficiente per ottenere una pulizia accurata.

Il commutatore con i contatti puliti

Dopo aver pulito i contatti con l’aiuto di carta abrasiva fina e alcool, si può rimontare il commutatore sulla scheda e procedere alla sostituzione dei quattro condensatori elettrolitici da 10 µF. Questi condensatori impediscono l’accoppiamento in corrente continua dello stadio finale, funzione attivabile portando la levetta del commutatore nella terza posizione.

Sansui AU-517

La scheda relativa alla separazione pre-finale con i nuovi condensatori Panasonic specifici per un uso audio

Infine sostituiamo i vecchi connettori degli altoparlanti con terminali di ottima qualità, capaci di accogliere sia cavi spellati di grande diametro sia connettori standard di tipo “banana”.

I nuovi connettori pronti per essere installati

A questo punto si può procedere con la regolazione del bias e dell’offset. La corrente di riposo è impostata tramite il trimmer VR03, regolando il valore fino a ottenere circa 20 mV sugli appositi terminali di misura.

Per la regolazione dell’offset sono invece presenti due trimmer distinti: VR01, che consente di portare il valore a circa 0 mV sui connettori di uscita degli altoparlanti; VR02, utilizzato successivamente per effettuare la taratura fine.

Regolazione del bias

Sansui AU-517: le misure

La potenza di uscita rilevata con un alimentazione di 230V e il cambiatensioni su 240V è stata di 75+75Wrms su 8Ω e 98+98Wrms su 4Ω. La distorsione armonica totale a 50Wrms su 8Ω e 1Khz è stata solo dello 0,00087%. La risposta in frequenza va da 5 a 40Khz -1dB. Ottimo l’ingresso phono, lineare entro 0,5dB e con un livello di accettazione massima di ben 320mV.

Sansui AU-517

Il Sansui AU-517 durante le misure

La sensibilità degli ingressi ad alto livello è stata di 165mV, mentre la sensibilità dell’ingresso phono è risultata pari a 2,6mV.

Distorsione armonica totale a 50Wrms 1Khz

Linearità della risposta in frequenza da 2 a 20Khz

Linearità della risposta in frequenza dello stadio phono da 2 a 20Khz

Il taglio del filtro subsonico

Escursione dei controlli di tono

L’interno del Sansui AU-517 al termine dei lavori

La parte posteriore del Sansui AU-517 con i nuovi connettori degli altoparlanti

Conclusioni

Il Sansui AU-517 si conferma come uno degli amplificatori integrati più equilibrati e riusciti della produzione Sansui di fine anni ’70. Dal punto di vista costruttivo, l’AU-517 riflette pienamente la filosofia Sansui di quei tempi: robustezza, precisione e razionalità progettuale. Il telaio massiccio, l’alimentazione generosa e la separazione fisica dei canali testimoniano una cura tecnica eccellente.

Il Sansui AU-517 durante le sessioni di ascolto

La sua impostazione sonora denota una notevole neutralità timbrica, accompagnata da un ottimo controllo della gamma bassa, una gamma media ricca di dettaglio e alti limpidi e mai affaticanti. Il risultato è un suono coerente, dinamico e capace di restituire la musicalità dell’incisione con sorprendente naturalezza.

Circa l'autore

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Fabrizio Rodilossi

Appassionato di musica e di elettronica, nei primi anni 80 sono assunto come responsabile tecnico alla Bose Italia, successivamente apro un laboratorio di progetti e riparazioni di apparecchiature audio, quindi, parallelamente, insieme a due amici, rilevo un famoso negozio HIFI di Roma. Oggi, che non vivo più a Roma ma a Barcellona, continuo con passione a restaurare amplificatori hi-fi “vintage".